Tornando su questa prova del 29 maggio 2020

Di “asemic writing” si parla dai tardi anni Novanta a proposito di materiali apparentemente alfabetici e dotati di messaggio e significato, ma in realtà illeggibili perché costituiti da caratteri e sequenze di tracce e glifi che non esistono in nessuna lingua reale. L’indecifrabilità e l’uscita dal significato non comportano tuttavia un’esclusione del senso, o – banalmente – della possibile bellezza del segno, dei segni, della loro organizzazione materiale sulla pagina. (Esempi di scrittura di questo genere attraversano tutto il Novecento, in realtà, e non riguardano solo il nuovo millennio: vediamo ad esempio le opere di Irma Blank, definite “asemantiche” da Gillo Dorfles nel 1974)

(da https://antinomie.it/index.php/2020/06/23/glitchasemics/)

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Da foglio
giugno 2020

Schizzo a matita rafforzato con penna Schneider

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Da taccuino
anni ’80

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giugno 25, 2020 · 12:17 pm

Ombre e tendina
20 giugno 2020

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giugno 25, 2020 · 12:16 pm

Ombre e prati
22 giugno 2020

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giugno 25, 2020 · 12:14 pm

Davanti al dolore degli altri

Dana Schutz, Open Casket

17/06/202017/06/2020 RICCARDO VENTURI da https://antinomie.it/index.php/2020/06/17/davanti-al-dolore-degli-altri/

Stralcio:

La risposta più ferma e convincente alla censura moralista invocata da Hannah Black viene da un’altra artista, di origine cubane questa volta, Coco Fusco (Censorship, Not the Painting, Must Go: On Dana Schutz’s Image of Emmett Till, in “Hyperallergic”, 27 marzo 2017). Le sue parole sono così preziose e utili per noi oggi che le citerò estesamente:

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Giovane e fiori

Prova con Paint 11 giugno 2020

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Appunto del 6 gennaio 2013

Il Narratorio di Tabea Nineo è soprattutto grafico. Tra 1976, anno in cui riprendo a disegnare con una certa  costanza, e anni ’80-’90 ho soprattutto lavorato in b/n usando il vecchio pennino intinto nella boccetta d’inchiostro di china. Mano mano e più tardi ha preso spazio il colore. E ho usato soprattutto l’olio. Sia disegnare a china che dipingere a olio sono tecniche “superate”. Perché sono rimasto ancorato ad esse? Non per astratta nostalgia. Credo di aver  risposto (tardi, ma questa è un’altra questione) al sogno che mi ero costruito sulla base dell’esperienza vissuta da ragazzo e da giovane. L’inchiostro da usare col pennino era d’uso comune (e spesso difficile) per noi ragazzi del dopoguerra che arrivavamo a scuola. E la pittura ad olio era quella di cui avevo potuto vedere qualche esempio dal vivo in qualche vetrina di negozio a Salerno. Ma fu quella che m’impressionò di più attraverso le riproduzione della grande pittura moderna (dagli impressionisti a Cezanne alle avanguardie del Novecento) apparse negli inserti  illustrati  del settimanale Epoca  (mi pare di ricordare tra 1956 e 1959), che mio padre acquistava.

[6 gennaio 2013]

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Albero e storie

Pannello 2 m x 70 cm, Portoscuso 2018

Per un approfondimento vedi articolo su POLISCRITTURE: Un quadro e un manifesto (qui)

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Mani del 2015

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giugno 7, 2020 · 9:22 pm